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CASTEL ROVINA

Proveniendo da Sporminore uno scorcio della torre appare al di là della Val Goslada avvolta ormai tra gli arbusti e i noccioli.
È raggiungibile dalla Strada attraversando l'antico fossato e arrampicandosi sul colle: solo due aperture permettono l'accesso, un' alta e angusta porta sulla torre e una saettiera che da verso Spormaggiore.

Nato come punta di vedetta sulla Valle dello Sporeggio, che collega la Val di Non alle Giudicarie, fu custodito nel XII secolo da una famiglia vassalla dei conti di Appiano.
Già verso la fina del secolo però cadde in potere dei conti del Tirolo, rimando feudo tirolese fino alla fine del 1200, quando per cause ignote fu abbandonato.
Subentrarono così i signori Spaur, con Volcmaro che fu insignito capitano del castello verso il 1312. Egli pensò subito di restaurarlo fornendolo di una nuova cerchia di mura e un fossato, in modo che l'accesso al castello fosse possibile solo mediante il ponte levatoio.
La favorevole condizione economica di Volcmaro, fece si che le proprietà degli Spaur si allargassero in maniera vertiginosa.
In pochi anni egli venne in posseso del Castello di Flavon, del Castello di Mezo S.Pietro, le decime di Zambana e della Nave e la Giurisdizione del Castello di Fai.
Verso la fine del Trecento caduto in disgrazia del Brandeburgo, il Castel Rovina fu assediato ed espugnato da Corrado di Teck, i cui eredi, anche grazie ad alcuni matrimoni ben combinati vi aggiunsero altri possedimenti come Castel Valer a Tassullo.

Il castello fu ampliato e restaurato da Giorgio e da Giovanni verso la fine del XV secolo che provvidero a farlo affrescare da Mastro Stefano da Verona.
Fu inoltre rinforzato nella cortina esterna secondo i canoni delle nuove tecniche militari con bastioni e baluardi agli angoli.

I castello fu abbandonato verso il 1798, ma la sua decadenza era già iniziata circa un secolo prima, principalmente a causa della difficile manutenzione e della diminuita importanza strategica.

Il tetto della torre crollò verso la fine del 1800, provocando notevoli danni anche alla robusta torre pentagonale che lo sosteneva.

A sud dell'abitato di Sporminore, ormai ruderi, ma la zona permette una stupenda paroramica della Valle.

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