LA LORE': DA LUTIA A DOS CASTEL
A pochi metri di distanza dal Campo Spotivo di Fai della Paganella un sentiero che riporta l'indicazione "Lutía" scende verso "Val Manara".La prima parte del sentiero scende zigzagando su in un pendio molto ripido, costeggiato sulla destra da una valletta erbosa, mentre sulla sinistra a qualche centinaio di metri dal sentiero) delle rocce quasi a picco sulla valle delimitano la zona "praticabile".
Il sentiero si snoda in un pittoresco bosco costituito quasi per intero da faggi, estremamente alti e longilinei che lasciano filtrare molta luce, ma sopratutto nel periodo autunnale rendono particolarmente scivoloso il terreno a causa dell'abbondante strato di foglie secche.
Dopo circa 10 minuti di discesa ci si imbatte in un grande traliccio metallico per le linee elettriche dell'alta tensione che risalgono la Val Manara dalla Piana Rotaliana (decisamente poco integrato con il paesaggio, ma suo malgrado per questa volta ci farà da punto di riferimento), pochi metri più in basso troviamo sulla sinistra un'altra struttura "anomala" si tratta del "dodes" rudere in cemento di uno degli storici tralicci di sostegno della funivia (il dodicesimo appunto) che ad inizio secolo collegava l'abitato di Zambana (e quindi la Piana Rotaliana) con Fai della Paganella.
A questo punto il sentiero si restringe, diventando un vero e proprio viottolo che consente di procedere soltanto in "fila indiana", costeggiato sulla sinistra da una parete rocciosa, mentre sulla destra lungo il declivio boscoso ad intervalli regolari incontreremo gli altri tralicci in cemento, curiosa testimonianza delle ormai superate tecnologie di inizio secolo (potrete da soli constatare che la funivia in alcuni punti viaggiava soltanto a poche decine di centimetri dal terreno!).
Alcune di queste enormi costruzioni riportano ancora i rispettivi numeri dipinti su un lato, ed anche in questo caso approfittiamo di questo particolare per orientarci meglio, si trova infatti proprio all'altezza del nr.9 (il quarto che incontreremo durante la discesa) un bivio importante: abbiamo fino a questo punto percorso altri dieci minuti di strada dal primo traliccio, e lo scroscio del non lontano torrente che scende lungo la valle denominata "Val Manara" si fa già sentire verso destra, mentre a sinistra si aprono sprazzi di paesaggio che dominano sulla piana dell'Adige.
Procediamo verso sinistra lungo il sentiero "della Lorè" che alterna, almeno nella fase iniziale, lievi saliscendi, procedendo abbarbicato lungo la parete rocciosa che delimita il sovrastante altopiano della Paganella. Il tragitto prosegue immerso in una vegetazione che già in questo punto risente del cambio di quota, non più foresta di faggi ad alto fusto, troviamo infatti piante molto più sottili come la roverella. Dopo 15/20 minuti arriviamo ad un bivio piuttosto caratteristico, un incrocio interrompe improvvisamente il sentiero, che si scontra con un altro ad esso perpendicolare.
Svoltando verso sinistra (risalendo) il viottolo raggiungeremmo il Belvedere presso "Casa Serena" ma questa variante è però decisamente molto ripida e presenta qualche punto molto esposto, sconsigliamo quindi l'itinerario.
Scendendo (con molta attenzione) lungo il sentiero si incontrano diversi punti dove le aperture nella vegetazione permettono di osservare ampi sprazzi di paesaggio della valle: sulla sinistra le ripide pendici della Paganella che scendono a picco lasciano intravedere la sagoma triangolare del poco lontano Monte Bondone, spaziando con lo sguardo verso sinistra si può ammirare la piana che ospita la città di Trento (o Tridentum nell'antichità, appunto per i tre "denti" montuosi che ne delimitano il perimetro).
Di fronte a noi, lungo tutta la linea dell'orizzonte il profilo delle Dolomiti delimita il campo visivo, permettendoci di riconoscere le cime più caratteristiche.
Questo è solo uno dei punti panoramici del percorso, come vedremo in seguito avremo modo di incontrarne altri.
Dopo 5 minuti di discesa ripidissima finalmente il sentiero piega verso sinistra, riprendendo nuovamente l'andamento pianeggiante, con saliscendi alterni.
Prestando attenzione dopo 20-30 minuti di cammino abbiamo la possibilità di eseguire una breve ma interessante variazione di percorso: un bivio verso sinistra con una non particolarmente impegnativa risalita ci porterà in prossimità di una ampia anche se poco profonda grotta.
I due tracciati si riuniranno nuovamente poco dopo, ed a circa dieci minuti di cammino da questo punto finalmente il bosco si apre, offrendo uno spiazzo erboso sulla destra che si dimostra uno splendido terrazzo panoramico, che spazia a 180° sulla valle dell'Adige, permettendoci di osservare tutto l'arco Dolomitico in lontananza, e di vedere chiaramente il percorso dell'Adige nel suo tragitto da Bolzano e l'Alto Adige.
Dopo una sosta resa obbligatoria, se non dall'affaticamento almeno per il raro paesaggio, da questo punto procediamo sostanzialmente in salita per altri 20 minuti circa, alternando salite a quache residuo tratto in discesa, percorrendo anse che seguono la morfologia della montagna.
Giunti in prossimità di un ruscello (spesso asciutto ma comunque ben visibile) che scende con alti salti dalle rocce sovrastanti con ripetute cascate possiamo riconoscere, osservando con attenzione le rocce che salgono a picco sulla nostra destra, alcuni punti "belvedere" disposti lungo il sentiero "percorso vita".
Infine lo stretto sentiero si immette su una strada sterrata, che permette in dieci minuti di risalire un ultimo tratto ed immettersi sulla passeggiata del "percorso vita" (all'altezza dell'esercizio nr.18, in prossimità degli scavi archeologici).







