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Castel San Gottardo

Corona di Mez è il nome più antico dato a questa medioevale costruzione ricavata all'interno di una caverna.
In Trentino esistono solo quattro castelli di questo genere, per questo motivo è molto famoso e, una volta, era la corona più grande e potente (questo nome deriva dalla particolare costruzione all'interno di grotte).

Castel S.Gottardo a Mezzocorona - Piana Rotaliana Il castello è situato sulla parete rocciosa che domina il paese di Mezzocorona e per raggiungerlo bisogna percorrere per circa venti minuti un ripido sentiero.
Date le sue antiche origini la fortezza fu teatro di numerosi episodi storici.

Nel 1158 i conti di Appiano sequestrarono il principe vescovo Adalberto e lo rinchiusero all'interno della Corona; i trentini decisero di liberarlo e organizzarono un'azione armata che si limitò a occupare la parte inferiore della rocca.
Vista l'impossibilità di raggiungere il luogo dove il vescoco era tenuto prigioniero presero il castello con il fuoco.

Nel 1209 i vassalli Mez e altri ribelli, sotto la guida degli Arco e dei Beseno organizzarono un'insurrezione ai danni del vescovo Federico Vanga che in quel periodo si trovava a Roma.
Dopo aver occupato il castello di Povo e castel Cedra assediarono la Corona di Mez saccheggiandola e spogliandola dei suoi beni e del suo mobilio che fu portato a Arco.

Nel 1400 con il diminuire degli episodi bellici, con l'introduzione della polvere da sparo e con la costruzione del sottostante castel Firmian la fortezza iniziò a perdere la sua importante funzione difensiva e per un lungo periodo venne utilizzata come sede di guarnigione e abitazione dei vari castellani.

i Ruderi di Castel S.Gottardo a Mezzocorona Agli inizi del 1500 oltre ad alcune persone addette alla guardia vi abitavano solo gli eremiti ai quali era affidato il santuario dedicato per l'appunto a San Gottardo, che secondo la tradizione popolare aveva salvato tutti i villaggi della piana Rotaliana uccidendo il drago che occupava la caverna dove in seguito fu costruito il castello.
La fortezza conservò la sua funzione difensiva anche durante la rivolta contadina del 1525 e nel 1526 venne dotata di cannoni, che vennero utilizzati solo per allietare i pellegrini e per sparare botti durante le feste più importanti (come quella di S. Gottardo).

Il castello venne in seguito modificato più volte per renderlo maggiormente confortevole nei confronti dei pellegrini e degli eremiti che lo popolavano, l'ultimo restauro risale al 1735.
Con l'affievolirsi della devozione popolare e dei pelegrinaggi, vietati da Giuseppe II, il castello iniziò un periodo di lento e lungo declino.
Ora i visitatori possono ammirare sopra l'ingresso uno splendido affresco raffigurante un drago e i resti dell'antica cappella.

I ruderi possono essere individuati facilmente sulla parete rocciosa che sovrasta il paese di Mezzocorona.
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