IL PAESE DI FAI DELLA PAGANELLA - il medioevo -
Nel 1147 compare storicamente per la prima volta il nome del paese di Fai. In quell' anno infatti il Vescovo Altemanno infeudò Giovanni di Fai e suo cognato Calerio come esattori delle decime a lui dovute.Più tardi, nel 1191 Viviano e Vitale di Fai vengono perdonati e rimessi nei loro feudi, dopo che ne erano stati spogliati per l'uccisione di Uldarico di Tuenno alla Rocchetta.
Nel 1235 una lite tra Trento e Fai per la Val Manara (Melara) si conclude con un canone versato da Fai per la costruzione del ponte di Santa Croce a Trento.
Nel 1264 risulta che la Villa dipendeva dalla "Gastaldia di Mezzo S. Pietro" (Mezzolombardo), dipendenza vescovile, più libera.
Nel Trecento e nel Quattrocento Fai rimane vassallo del Principe-Vescovo e in parte governato come fino al duecento dagli Spaur.
In fondo alla Villa sorge il Palazzo di Fai, costruito intorno al 1620 dagli Spaur, come residenza estiva al riparo dalle invasioni e dalle epidemie.
Nel 1637 con la morte del conte Giovanni Rupeto il palazzo passò al ramo Moos di Passiria.
I dinasti Spaur, che nel 1435 ebbero Fai-Zambana in appannaggio dal Vescovo Alessandro di Mazzovia, ebbero il diritto di patrocinio sulla chiesa di Fai anche dopo la fine delle giurisdizioni feudali, precisamente fino alla morte del conte Carlo Spaur nel 1849.
A poco a poco da Cortalta gli Spaur riuscirono ad assorbire i privilegi delle famiglie che dipendevano direttamente dal Principe-Vescovo e furono considerati liberi dalla schiavitù della gleba a seguito del pagamento alla Canipa Vescovile.
Nel 1800 estinta la famiglia Spaur, il palazzo passò ai Welsperg e infine agli eredi del barone Eugenio de Unterrichter.
Il palazzo è legato ormai da secoli alla storia del paese, su una delle quattro colonne delle cancellate del cimitero è inciso il nome del Principe-Vescovo G.M. Spaur che ha dato la possibilità con i suoi doni di restaurare la chiesa di Fai nel 1699.







